Cos'è l'obesità


 

L’obesità è una patologia cronica alla cui complessa patogenesi contribuiscono sia fattori genetici che ambientali.

I fattori genetici

Sono particolarmente rilevanti nel caso dell’obesità di grado elevato. Questa patologia – oltre ad essere disabilitante di per sé – è anche correlata allo sviluppo di altre malattie come diabete, ipertensione arteriosa, dislipidemie, patologie respiratorie, sindrome metabolica, osteoartrosi, alcuni tipi di tumore, nonché ad un maggiore rischio cardiovascolare - cioè la probabilità di avere eventi come ictus o malattia coronarica/infarto miocardico - che contribuiscono ulteriormente a peggiorare la qualità di vita del paziente obeso. Le persone con un Indice di Massa Corporea (BMI) maggiore di 30 kg/m2 sono considerate obese e quando tale indice sale sopra 40 kg/m2 si parla di obesità di terzo grado o grave.
L’Obesità non solo è caratterizzata da importanti ripercussioni sul piano clinico, ma è anche responsabile di un grave impatto negativo sui livelli di autonomia, di benessere psicologico e di qualità complessiva di vita in tutte le età. L’Organizzazione Mondiale della Sanità attribuisce all’obesità una delle prime posizioni tra le condizioni che determinano disabilità croniche. Per questo motivo, il trattamento dell’obesità deve avere le modalità caratteristiche del trattamento delle malattie croniche, con una forte enfasi sulla presa in carico continuativa e prolungata nel tempo del paziente e sulla necessità di riabilitare il paziente nelle sue funzioni sia somatiche che psicologiche e sociali.

Un paziente “complesso”

Il paziente obeso è quindi un paziente “complesso” e tale deve essere anche l’approccio sia in fase di inquadramento che di trattamento. Un approccio multidisciplinare ed integrato all’Obesità, sia in fase diagnostica che terapeutica, contribuisce alla riduzione dell’incidenza di complicanze e della loro gravità, al miglioramento della qualità di vita e soprattutto al mantenimento nel tempo dei risultati ottenuti (cfr Linee Guida NICE 2006 e Consensus SIO 2009).

Principi generali per il trattamento dell’obesità

Vi è un generale consenso nella comunità scientifica sui due principi generali per il trattamento dell’obesità e delle forme gravi di disturbi dell’alimentazione:

  • inquadramento diagnostico del paziente ed approccio multidimensionale, multidisciplinare, multiprofessionale integrato che coinvolge medici (internisti, nutrizionisti, psichiatri), psicologi, dietisti, fisioterapisti e infermieri
  • percorsi terapeutico-riabilitativi diversificati sulla base della intensità richiesta dal quadro clinico del paziente e modulati nel tempo (Consensus SIO 2009):
    • gestione ambulatoriale a lungo termine - Day Service
    • riabilitazione intensiva semiresidenziale (Day Hospital)
    • riabilitazione intensiva residenziale (degenza ordinaria)
    • ricoveri H24 ordinari o di emergenza

Secondo le Linee Guida l’ intensità dell’intervento deve essere in funzione del livello di gravità e comorbidità dell’obesità, della fragilità dello status psichico, del grado di disabilità e della qualità di vita del paziente.
In casi selezionati di obesità grave o complicata, nei quali l’intervento terapeutico-riabilitativo condotto con intensità adeguata in modo multidisciplinare presso strutture specializzate non ha consentito di raggiungere o mantenere una perdita di peso clinicamente significativa per almeno 6 mesi può essere proposto un intervento chirurgico bariatrico.

L’approccio riabilitativo metabolico-nutrizionale

Attivato secondo il modello terapeutico cognitivo-comportamentale e integrato con la riabilitazione motoria, i percorsi psicoeducativi individuali e di gruppo, e l’ eventuale farmacoterapia dell’obesità e delle sue complicanze, si prefigge di:

  • sostituire comportamenti disfunzionali (sedentarietà, compulsione alimentare ecc.) con uno stile di vita bilanciato
  • migliorare la motricità generale e la tolleranza allo sforzo
  • curare le complicanze dell’obesità (prevenzione secondaria)
  • ridurre la disabilità obesità-associata (prevenzione terziaria).

Solo l’insieme di tutti i provvedimenti terapeutici è in grado di offrire la possibilità di ottenere buoni risultati a lungo termine. È indispensabile pertanto il coinvolgimento di più figure professionali con ruoli ben distinti, ma allo stesso tempo complementari, in un’ottica di multidisciplinarietà che ha un unico obiettivo: il benessere del paziente. Un approccio analogo è indicato anche in pazienti sottoposti ad intervento di chirurgia bariatrica o candidabili ad esso in quanto permette di migliorarne l’efficacia a lungo termine e ridurne le complicanze.